Perché esiste il Drop D (non è solo per suonare pesante)

Il Drop D ha la reputazione di un'accordatura "per suonare pesante", riservata al metal o al rock più rumoroso. È vero che dà un suono più grave — ma non è per questo che esiste. La sua vera ragion d'essere è un problema di diteggiatura che la maggior parte delle spiegazioni generaliste ignora.

Cosa cambia davvero nell'accordatura

In accordatura standard (Mi-La-Re-Sol-Si-Mi), il Drop D tocca una sola corda: la corda di Mi basso, abbassata di un tono intero fino al Re. Le altre cinque corde restano esattamente dove sono. Il risultato, Re-La-Re-Sol-Si-Mi, non richiede quindi di reimparare tutto: una sola corda da riaccordare, a orecchio rispetto alla corda di Re a vuoto o con un accordatore.

Il vero vantaggio: un diteggio a un dito solo

In accordatura standard, un power chord (ad esempio E5) si suona su due o tre corde con due dita non allineate sullo stesso tasto — una forma da allungare e riposizionare con precisione per ogni accordo. In Drop D, le tre corde gravi a vuoto (Re-La-Re) formano già un power chord D5 completo. E soprattutto, questa stessa forma si sposta identica lungo il manico con un solo dito in barré sulle tre corde gravi, per ottenere qualsiasi power chord. È una vera scorciatoia tecnica, non un effetto di stile.

Perché conta se il barré ti fa ancora male

Se hai già letto l'articolo su perché l'accordo con barré fa male all'inizio, sai che la difficoltà viene soprattutto dalla forza e dalla precisione richieste da un barré completo su sei corde. Il power chord in Drop D richiede lo stesso gesto di barré, ma su sole tre corde, senza nessuna nota da smorzare involontariamente sulle corde acute: una tappa intermedia utile mentre costruisci la forza necessaria per il barré classico, non un aggiramento definitivo.

La contropartita da conoscere

Cambia solo la corda di Mi basso: gli accordi aperti che si appoggiano su di essa a vuoto suonano quindi falsi finché non li adatti (un Mi minore aperto, ad esempio, perde la sua fondamentale a vuoto — bisogna allora premere la corda di Re al secondo tasto per ritrovare un Mi). Il Drop D non è un sostituto universale dell'accordatura standard: è uno strumento per riff e progressioni pensati intorno ai power chord, non per qualsiasi brano.

Da dove viene l'etichetta "metal"

L'accordatura in sé è antica — ben precedente al rock amplificato — e si ritrova in repertori folk, blues e classici. È stata l'ondata grunge e rock alternativo dei primi anni '90 (Nirvana, Soundgarden, Alice in Chains, Rage Against the Machine…) a renderla immancabile nel rock, proprio perché il diteggio a un dito solo permette di concatenare power chord rapidamente, senza i consueti cambi di forma — la sua reputazione pesante nasce quindi dalla tecnica, non il contrario.

Da praticare

Per sentire la differenza di diteggiatura senza pensare allo stile, inizia con Rock in Drop D — iniziazione: la griglia introduce direttamente il power chord a un dito solo. Una volta acquisito il gesto, il motivo Strumming — pattern "chug" in Drop D ti allena a concatenarlo a tempo, poi Improvvisazione rock in Re (Drop D, iniziazione) ti lascia improvvisare sopra con la pentatonica di Re minore, nella stessa posizione di sempre — il Drop D non sposta la scala sul manico.

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