In un assolo, la nota su cui ti fermi conta più di tutte

Guitarshelf ha tre schede di improvvisazione che partono tutte dallo stesso punto: una griglia, una scala e «suonaci sopra» — Improvvisazione blues in Mi, Improvvisazione pop in Do — scala relativa e Improvvisazione pop in Do — scala maggiore. Il blocco tipico è sempre lo stesso: suoni le note giuste, della scala giusta, eppure le tue frasi «galleggiano», come se non si posassero mai. Il problema non è nelle note che suoni, è in una sola di esse: quella su cui ti fermi.

Che una nota suoni «giusta» o «sbagliata» dipende dall'accordo che suona in quell'istante

Una scala è un serbatoio di note permesse su tutta la griglia. Ma in un dato momento, è l'accordo in corso a decidere quali di quelle note suonano posate e quali suonano in sospeso. Le note dell'accordo stesso — la sua fondamentale, la sua terza, la sua quinta e la sua settima se ce l'ha — sono i punti d'arrivo stabili: fermarsi su una significa «essere d'accordo» con l'armonia. Le altre note della scala creano una tensione che chiede di continuare. In mezzo a un passaggio rapido l'orecchio non se ne accorge quasi; sulla nota su cui ti fermi, la sente subito.

Su un blues in Mi, le buone note d'arrivo si spostano — la scala no

La griglia è E7-A7-B7 e resti nella pentatonica di Mi minore (Mi, Sol, La, Si, Re) dall'inizio alla fine. Ma le note d'arrivo solide si spostano con l'accordo. Su E7: Mi, Si e Re cadono bene (fondamentale, quinta, settima), Sol è la famosa «blue note» — espressiva ma tesa — e La chiede di muoversi. Su A7: Mi, Sol e La diventano le note stabili. Su B7: Si e La. Un principiante che si posa sempre su Mi suona perfetto su E7 e vagamente perso sul resto della griglia. La scala non è cambiata; il bersaglio sì.

In maggiore, tre note sicure tornano quasi ovunque

Sulla griglia pop C-G-Am-Em in Do maggiore, Do, Mi e Sol sono le note dell'accordo di Do, ma anche parte di La minore e di Mi minore: fermarsi su una delle tre suona posato su quasi tutta la griglia. Il Fa è la nota da sorvegliare — sull'accordo di Do crea una tensione di quarta, e sul Em finale suona decisamente duro. È proprio ciò che dicono i consigli della scheda scala maggiore: chiudere le frasi su Do, Mi o Sol.

Fermarsi altrove, ma apposta

Niente obbliga a concludere su una nota stabile — a patto di sceglierlo. Fermarsi su una nota fuori dall'accordo trasforma la frase in una domanda: è il principio della chiamata e risposta, molto utile per dialogare con se stessi. Fermarsi sulla fondamentale della tonalità (Mi nel blues in Mi, Do nella griglia in Do) suona come un punto fermo. Fermarsi sulla terza dell'accordo in corso è «posato, ma continuo». Non è sì o no, è un cursore tra domanda e conclusione, e sei tu a regolarlo.

L'esercizio

Sul blues in Mi a tempo lento: improvvisa liberamente per tre battute, ma imponiti di cadere su una nota dell'accordo sul primo tempo della quarta battuta. Nient'altro è vincolato — solo quel punto d'arrivo, una battuta su quattro. Quando è fluido, stringi a una battuta su due, poi a ogni battuta. Il contenuto delle frasi migliora da solo una volta che la loro fine è sotto controllo.

Su Guitarshelf

Improvvisazione blues in Mi è il terreno migliore per sentire spostarsi il bersaglio, perché i tre accordi suonano nettamente diversi. Improvvisazione pop in Do — scala maggiore e la sua gemella scala relativa ti fanno confrontare, sulla stessa griglia, due serbatoi di note diversi: in entrambi i casi i punti d'arrivo sicuri restano Do, Mi e Sol.

Il test

Registra un minuto di improvvisazione e riascolta canticchiando solo alle fini di frase. Ogni fine dovrebbe «posarsi» sull'accordo del momento, oppure essere una domanda assunta. Se molte delle tue frasi si fermano su una nota che ti fa storcere la bocca, non è la scala la colpevole: è la nota d'arrivo.

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