Groove
Il groove indica la sensazione ritmica propulsiva che fa venire voglia di muoversi, nata dall'interazione precisa tra gli strumenti di una sezione ritmica (batteria, basso, chitarra) più che dal semplice rispetto del tempo. Un brano perfettamente in tempo dal punto di vista metronomico può comunque «non avere groove».
Una sensazione, non una misura
A differenza di un tempo in BPM o di un tempo musicale, il groove non si legge su uno spartito: due chitarristi possono suonare esattamente le stesse note negli stessi istanti e produrre un groove molto diverso a seconda della fermezza del palm mute, del leggero anticipo o ritardo di ogni attacco, o dell'accentazione scelta — è un parametro di interpretazione, non di notazione.
La scheda riff groove ritmico — Mi minore porta questo nome proprio perché l'accento è posto sulla sensazione del motivo, non solo sulla successione di note da suonare.
Cosa si lavora davvero quando si «lavora il groove»
In una scheda di Guitarshelf la successione delle note è fissa: il groove è lo strato che aggiungi sopra. Prendi il riff groove ritmico in Mi minore e suonalo tre volte di fila cambiando un solo parametro a ogni passaggio — prima la regolarità delle crome, poi la fermezza del palm mute, poi l'accento sul primo movimento di ogni gruppo. Il motivo resta identico, ma «si muove» in modo diverso ogni volta: è esattamente questa regolazione che si sente quando lo stesso riff suona quadrato da un principiante e vivo da un chitarrista esperto.
A differenza dello shuffle, che è una suddivisione ritmica precisa (crome diseguali, scrivibili su uno spartito), il groove non ha notazione: due versioni che «groovererebbero» in modo diverso si scriverebbero esattamente allo stesso modo.
Consigli pratici ed errori frequenti
- Non cercare il groove a velocità piena da subito: un motivo perfettamente in tempo a velocità lenta groova più di uno veloce e approssimativo — la regolarità conta più della velocità.
- Suona con un riferimento esterno (il piede, la batteria di un brano che conosci) invece che nel silenzio: il groove nasce dall'interazione con una pulsazione, non da un esercizio suonato da soli e fuori contesto.
- Registrati con il telefono: lo scarto tra il posizionamento ritmico che credi di suonare e quello che suoni davvero è quasi sempre più ampio di quanto pensi, e si sente solo riascoltando.
- Varia un solo parametro di interpretazione alla volta (fermezza del palm mute, accento, posizionamento leggermente in anticipo o in ritardo): cambiare tutto insieme rende impossibile capire cosa migliora o peggiora la sensazione.