Accordi compatibili

Scegli un accordo: gli altri accordi che funzionano naturalmente con esso nella stessa tonalità sono mostrati qui sotto, raggruppati per grado armonico.

Questo strumento risponde a una domanda molto concreta: una volta scelto un accordo per iniziare una canzone, quali altri accordi si possono abbinare senza uscire dalla tonalità? È pensato sia per chi compone o improvvisa un giro e vuole evitare di concatenare accordi a caso, sia per chi sta studiando teoria e vuole vedere, con un esempio reale, cosa significhi esattamente «restare nella tonalità». Il risultato classifica gli accordi compatibili per grado (I, ii, iii, IV, V, vi, vii°) invece di mostrarli come una semplice lista — è proprio questa classificazione a indicare quali suonano stabili, quali creano tensione e quale funge naturalmente da ritorno alla tonica. Il vantaggio è avere una base affidabile per costruire le proprie progressioni, senza dover prima memorizzare tutta la teoria delle tonalità.

Come funziona la classificazione per grado

Ogni tonalità maggiore o minore si costruisce su sette note, e ciascuna di esse porta un proprio accordo: tre maggiori, tre minori e uno diminuito, sempre nello stesso ordine relativo qualunque sia la tonalità di partenza. Scegliere un accordo di partenza nel selettore equivale quindi a indicare allo strumento la probabile tonalità del brano — da lì calcola gli altri sei accordi di quella tonalità e li mostra classificati per grado, dal I (la tonica, l'accordo di «riposo») al vii° (il grado diminuito, il più teso).

Grado (teoria musicale) →

Questa relazione tra i sette accordi ha un nome: la diatonicità. Un giro «diatonico» è composto interamente da accordi della stessa tonalità — è la struttura più comune nella musica popolare, ancor prima di ragionare in termini di cadenze o tensione armonica. Uscire volontariamente da questa lista (prendere in prestito un accordo da un'altra tonalità) è possibile e persino frequente, ma non è qualcosa che questo strumento calcola automaticamente: mostra la base diatonica, non i prestiti.

Diatonica →

Consigli pratici ed errori frequenti

  • Non trattare i sette gradi come intercambiabili: il I, il IV e il V portano la maggior parte del peso armonico nella maggior parte degli stili; gli altri gradi (ii, iii, vi) servono soprattutto come variazione o transizione.
  • Il grado vii° (diminuito) viene raramente suonato tale e quale nella musica popolare — funge soprattutto da riferimento teorico. In pratica, molti brani lo evitano o lo sostituiscono con un accordo vicino.
  • Un accordo «compatibile» non è un accordo obbligatorio: la compatibilità diatonica garantisce che nessuna nota stoni, non che il giro suoni interessante. L'orecchio resta il giudice finale.
  • Se un accordo della lista suona strano nel tuo contesto, controlla prima l'accordo di partenza scelto nel selettore: una tonalità identificata male sballa tutta la classificazione successiva.
  • Per visualizzare la stessa logica da un'altra angolazione — quali tonalità sono «vicine» tra loro, invece di quali accordi compongono una sola tonalità — il circolo delle quinte completa bene questa pagina.

Circolo delle quinte →

Esempio concreto

Prendiamo do maggiore (C) come accordo di partenza: i sette gradi diatonici sono C (I), Dm (ii), Em (iii), F (IV), G (V), Am (vi) e B° (vii°). Il giro C – Am – F – G, estremamente comune nel pop, usa solo i gradi I, vi, IV e V — è esattamente questo nucleo di tre accordi maggiori e uno minore a ricomparire in moltissimi brani, in tonalità diverse ma con la stessa logica di gradi.

Una volta capita questa logica, si trasporta identica: la stessa progressione I–vi–IV–V in sol maggiore (G) dà G – Em – C – D. Per costruire e ascoltare questo tipo di giro direttamente, il generatore applica questa stessa logica di gradi in modo interattivo:

Generatore di schede casuali →